ven
30
gen
2009
La plastica della svizzera o hamburger
E' incredibile, sono passati molti anni e ancora devo sentire o vedere gente che cucina la svizzera o hamburger con il rivestimento che si utilizza in fase di produzione per calibrare e dividere
le porzioni di queste polpette schiacciate.
Lo faceva all'epoca inconsapevolmente ed inconsciamente anche mia madre, infatti io mi chedevo se fosse giusto perche non mi sembrava una cosa logica.
Ma oggi con le conoscenze che abbiamo e tutte le informazione che si possono trovare non posso piu dire inconsapevolmente ma IGNORANTEMENTE ANCHE SE SUONA MALE, MA BEN SI ADDICE A CHI CONTINUA
CON QUESTA PRATICA COSI STUPIDA E CONTRO OGNI LOGICA.
Anche se qualche ditta Americana ha preso la palla al balzo per creare una pellicola speciale appunto per resistere alle alte temperature me mai sopra i 220 gradi anche se poi la cottura puo
superare appunto i 250 gradi perche di solito e' cosi che si cuoce la svizzera, ai ferri su padella in ghisa, su griglia etettrica, o addirittura sulla brace.
Ma la mia domanda e' perche doverla cuocere con tale plastica?
Se lo si fa per non sporcare , e' inutile perche si sporca lo stesso
con i liquidi di cottura che fuoriescono e poi caramelizzando e/o comunque andando a provocare la reazione di Maillard si crea comunque quella crosticina sulla griglia o padella.
Alcuni credono che mantenendo la pellicola sulla carne attaccata si mantiene meglio la sua forma. Anche qui si puo benissimo cuocere le 2 carni (una con la pellicola protettiva e una senza ) e
constatare che sono uguali, se non addirittura meglio quelle senza la pellicola.
Anche oggi se acquistiamo una qualsiasi pellicola trasparente,perche i materiali sono gli stessi, possiamo leggere in basso scritto piccolino, che non vanno bene a contatto con i grassi, sostanze
acide e non superare la temperatura di tot gradi.
Da un po di tempo sono uscite in commercio quelle per microonde che resistono alle temperature piu elevate, ma comunque per coprire non per essere appoggiate su griglia oltre i 250 gradi
centigradi.
E poi anche se per qualche motivo oggi la tecnologia sia riuscita a creare un prodotto idoneo ,bisogna essere sicuri che lo sia ,informarsi sulle etichette o in questo caso (se si e' andati dal
macellaio di fiducia) chiedere a lui le informazioni desiderate.
E non dare per scontato che si puo fare, anche perche nel caso specifico della pellicola trasparente oggi si sa con cetezza che rilascia sostanse tossiche in determinate situazioni, che poi sono
scritte sull'etichetta.
Un tempo un mio collega di Scuola Albeghiera chiese a nome dell'isituto, informazioni dettagliate sulla pellicola trasparente di una nota marca.
Poi Fu contattato da questa azienda e ricevette verbalmente tali informazioni che lasciavano capire senza pero entrare nel merito,allora il mio caro collega chiese gentilmante se tali
informazioni ascoltate si potessere ricevere scritte su carta come documento per gli allievi. Purtroppo la comunizazione fini li'.
Non era possibile sapere .
Della serie qui lo dico e qui lo nego.!!!!!!!!
A voi e' capitato qualcosa di simile?
4 in basso
-
#1
leggo e trasecolo: cuocere l'hamburger con la pellicola di plastica . . .
sinceramente mi piacerebbe di tanto in tanto fare cottura sottovuoto a bassa temperatura (nel forno di casa mia) ma nonostante le rassicurazioni sull'inalterabilità delle pellicole ho qualche dubbio che domani non si scoprirà che c'era qualche magagna . . . . -
#2
anche la mia mamma quando ero piccola lo faceva!
ma ha smesso da tempo.
una domanda sulla pellicola che si compra e sulla
quale c´é scritto che non deve stare a contatto
con i grassi: ma come mai allora la usiamo per
avvolgere i formaggi?
(e la usa anche il supermercato?) -
#3
Bella domanda Lucia!
me lo chiedo anch'io.
Da un po di tempo sono usciti nuovi materiali, che non sofrono al contatto con grassi o acidi alte temperature.
Ma sono comunque la minoranza e costano di più.
Considera che spesso quando si acquista la pellicola trasparente all'ingrosso catering, puoi scegliere se comprarla con la scatola, oppure senza imballaggio che si rispamia.
Quindi no imballaggio, non etichetta.
Ormai nessuno si pone nemmeno il probblema, un po come chi fuma (non so se l'esempio ti puo far capire la circostanza) c'è scritto che fa male, ma si è come immuni alla scritta, poi magari si mangia bio e si sta attenti agli additivi come la lecitina di soja.
Spesso questa etichetta o semplicemete avviso c'è nella confezione, ma messuno lo va a leggere,nel caso fosse!dopo pensiamo: "be se lo fa il supermercato allora si puo fare"!
Dubito seriamente che nel supermercato si utlizzi una pellicola adatta, anche perche ne consumano cosi tanta che il risparmio è considerevole.
Se ci dovesse essere qualche supermercato attento,perchè allora non dovrebbe mettere in evidenza una cosa cosi importante?
Del tipo in questo negozio si confezionano formaggi e salumi con films speciali che non rilasciano alcuna sostanza tossica agli alimenti.
A me farebbe piacere trovare una info come questa.
Comunque grazie Lucia per il commento, sei la seconda.
-
#4
Sabino@
i tuoi dubbi sono anche i miei.
Ammetto che anche io faccevo cotture in sottovuoto ed il dubbio mi è sempre rimasto.
ora ti riporto la risposta di una nota azienda estera di sacchetti per il vuoto.
La mia domanda :
"Tempo fa all'universita alimentare di ....... si eseguirono dei test di
cottura in sotto vuoto con buste di varie marche. Le analisi rivelavano
che effettivamente c'ere stata una trasmigrazone di sostenze tossiche dalla
busta al cibo. Mi sarebbe preziosa l'informazione sui vostri sacchetti
,visto che sul sito non sono riuscito a trovare, a riguardo di questo.
Cordiali saluti
Walter Frontalini"
Ecco la risposta di una ditta leader mondiale(giudicate voi)
"Dr Frontalini,
in merito alla sua richiesta la informiamo che la ditta .................... fornisce
materiali per cottura sottovuoto e per trattamenti termici in linea con le
norme vigenti in materia di migrazione e che le nostre forniture sono
normalmente accompagnate da adeguata certificazione di conformità per le
condizioni d'uso.
Nel caso di più approfondite richieste in merito ad analisi dei materilai
utilizzati e test di cessione, li possiamo fornire a pagamento
Mi faccia sapere se lei fosse interessato all'acquisto di queste
informazioni così che possa fornirle indicazioni sui costi
Nel caso lo fosse, sarebbe opportuno che ci desse maggiori informazioni su:
- test effettuati presso l'Università .......
- condizioni di utilizzo, tempi e temperature
- risultati ottenuti,
- quali materiali (nome ditta).... sono stati testati
- quali sostanze tosssiche siano state rilevate
Le informazioni che lei ci invieranno saranno sicuramente utili per poterle
fornire risposte più mirate.
In attesa di ricevere un report tecnico su questi test, le porgo i miei
saluti"
Quindi se gli dico cosa sò e se comunque pago avrò altre risposte altrimenti no! 

